RIFLESSIONE. VALERIA ANDO': UN INCONTRO A PISA

 

Ho partecipato al convegno di Pisa dei giorni 8-11 settembre organizzato dal
Centro Gandhi con l'entusiasmo dei neofiti, dal momento che non avevo fino a
quel momento preso parte ad incontri nazionali sulla nonviolenza. Il mio
entusiasmo non è stato deluso: l'ampiezza e la profondità dei temi
proposti nelle diverse tavole rotonde e la qualità degli interventi hanno
consentito di mettere a fuoco le principali questioni e i settori nei quali
la nonviolenza, in questa contingenza storica, può ripensare il suo ruolo,
giocandolo in modo ancora più attivo e consapevole. Ne è emerso un
ventaglio di riflessioni e approfondimenti sulla bioetica, sulla difesa
popolare nonviolenta e i corpi civili di pace, sull'economia solidale, sulla
riforma della religione, sull'intreccio tra pace, giustizia e verità. Una
tavola rotonda, infine, cui sono stata invitata a intervenire, era dedicata
alla nonviolenza delle donne.
Vorrei dare testimonianza della piccola magia che si è verificata in
quell'incontro, in cui il piano umano ed emotivo si è intrecciato
strettamente al piano della proposta politica.
Non conoscevo di persona le altre donne che partecipavano con me alla tavola
rotonda, solo con un paio di loro c'era stato uno scambio di telefonate ed
e-mail. La conoscenza diretta, come sempre accade, ha dato la sorpresa della
scoperta, di visi, sguardi, sorrisi, voci e modi di parlare. Dopo pochi
minuti dalla presentazione ci siamo riunite per organizzare la tavola
rotonda, stabilire l'ordine degli interventi, connettere armonicamente le
singole posizioni. Abbiamo subito sentito forte sintonia tra di noi, pur se
provenivamo da percorsi esistenziali, politici e spirituali differenti, ma
accomunate dall'intento di fare emergere la specificità femminile
nell'ambito della nonviolenza, senza fratture e opposizioni. Per questo
l'ordine da dare agli interventi si è, potremmo dire, fatto da sé.
Durante la tavola rotonda ci siamo disposte a semicerchio davanti al
pubblico, anziché sedere dietro il tavolo rialzato dei relatori. I nostri
interventi si sono succeduti nell'ordine previsto, conclusi dalla
appassionata e coinvolgente testimonianza di Teresa Mattei, staffetta
partigiana e deputata dell'Assemblea Costituente, accolta da un lungo e
caloroso applauso. I tempi compressi non hanno consentito il dibattito,
sicché siamo rimaste in uno stato di incertezza circa il grado di
accoglienza dei nostri discorsi.
Fortunatamente il gruppo di lavoro tematico che è seguito alla tavola
rotonda ha consentito di discutere più approfonditamente le idee emerse,
confrontarle e verificarne la condivisione. Ciascun gruppo di lavoro doveva
infatti stilare un documento su quanto dibattuto e condiviso dai
partecipanti. Proprio perché donne, abituate a utilizzare tutti gli spazi
in cui fare emergere pensieri e parole femminili, abbiamo raccolto con
impegno l'invito alla scrittura comune. Anche in quell'occasione si è
manifestata la straordinaria sintonia fra di noi che ci aveva sorpreso fin
dal primo momento: le idee facilmente diventavano parole, le esigenze e le
priorità di tutte noi trovavano ascolto e spazio, ciascuna sorreggeva il
pensiero dell'altra in un processo di affidamento mutuo.
E' stato come se la pratica di relazione, maturata da ciascuna di noi nei
differenti contesti di provenienza, trovasse nuova e sorprendente
applicazione, nonostante i brevissimi tempi di conoscenza e di lavoro
comune: unica era l'urgenza e unico il linguaggio.
Il risultato positivo della nostra tavola rotonda, nei contenuti del
documento e soprattutto nel metodo, ha trovato rispondenza e apprezzamento
da parte degli organizzatori e degli altri partecipanti. Sicché, quando
nella seduta finale sono stati riassunti i risultati del convegno assieme
alle linee e ai suggerimenti per i prossimi numeri della rivista "Quaderni
Satyagraha", è stato per noi un grande riconoscimento sentire che questo
nostro gruppo di donne partecipanti alla tavola rotonda potrà dare il suo
contributo in forma stabile per affrontare con un'ottica di genere i diversi
temi che la rivista tratterà.
Ho espresso in quella seduta finale il desiderio che voglio qui ripetere:
cioè che nei prossimi convegni di nonviolenza non ci sarà più bisogno di
una tavola rotonda sulle donne e che nelle riviste specializzate non ci
saranno numeri o fascicoli monografici su donne e nonviolenza, in quanto il
pensiero e la pratica femminili, col loro potenziale di ricchezza,
attraverseranno strutturalmente il pensiero e la pratica della nonviolenza.

 

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Questo intervento è stato tratto da:

 

LA NONVIOLENZA E' IN CAMMINO

Foglio quotidiano di approfondimento proposto dal Centro di ricerca per la
pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it

Numero 1435 del 1° ottobre 2006


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