Breve storia dell’Obiezione alle Spese Militari in Italia

1971: Primo caso di obiezione alle spese militari in Italia

In Italia l’obiezione fiscale alle spese militari iniziò nel 1971 con l’impiegato comunale Manrico Mansueti di Sarzana (La Spezia). Egli fece questa obiezione a sostegno degli obiettori al servizio militare a quell’epoca in carcere.

 

1972/1981: A fianco dell’obiezione di coscienza al servizio militare

Nel 1972 viene approvata la legge 772 che riconosceva e controllava l’obiezione di coscienza al servizio militare. A seguito del gesto di Mansueti si ebbero altre sporadiche obiezioni fiscali alle spese militari, fatte da parte di singoli individui come ad esempio Rocco Campanella di Monreale (Palermo) nel 1979 e Luciano Benini (1980).

 

1981: Nasce la Campagna OSM. Da queste prime obiezioni e dalle esperienze di protesta contro i missili Cruise a Comiso, in alcuni movimenti pacifisti nacque l’idea di organizzare una campagna nazionale di obiezione alle spese militari che nacque nella primavera del 1981 ad opera del M.I.R. (Mov.Intern.per la Riconciliazione), M.N.(Mov.Nonviolento) e la L.D.U. (Lega Disarmo Unilaterale). Obiettivi erano la riduzione delle spese militari e l’opzione fiscale ovvero la possibilità di non finanziare le armi e di devolvere i fondi raccolti per progetti per la pace e la Nonviolenza. Ci furono i pignoramenti e le azioni di difesa  per gli obiettori Osm.

 

1982/1990: La Campagna OSM si allarga. I pochi obiettori del 1981 arrivarono nel 1990 a circa 4800. In questo arco di tempo si sono viste le adesioni di altre organizzazioni: nel 1982 si unisce ai movimenti promotori anche la Lega degli Obiettori di Coscienza (LOC) mentre nel 1986 aderisce Pax Christi. Inoltre aderiscono, nel 1990, l’Associazione per la Pace ed il Servizio Civile Internazionale. Si istituì un Fondo per la Pace ove versare i soldi obiettati.  Altri risultati legislativi vennero raggiunti. La Corte Costituzionale emise diverse sentenze ( 164 del 1985, 113 del 1986 e soprattutto la 450 del 1989) in cui sostanzialmente si asseriva che la difesa della Patria è obbligatoria e può essere compiuta da servizi che, con o senza le armi, debbono equivalersi. Gli Osm sottolinearono la differenza del loro gesto fra obiezione fiscale ed evasione fiscale.

In questo periodo, in campo internazionale si ha una modifica radicale delle politiche mondiali: finisce la guerra fredda con la caduta del muro di Berlino e della fine dell’Unione Sovietica.

 

1991: La guerra del Golfo: l’Italia entra in guerra

Con la guerra del Golfo, in Italia vi fu una forte reazione emotiva che portò a  numerose e partecipate manifestazioni di molti cittadini italiani che erano contrari alla guerra. Era dalla II^ guerra mondiale che l’Italia non partecipava direttamente ad una guerra! La Campagna OSM ebbe un notevole incremento nelle adesioni. Nel 1991 i sostenitori dell’obiezione alle spese militari furono quasi 10000 .

 

1992/1994: La campagna Osm e le guerre internazionali. Il 1992 è l’anno d’inizio della guerra internazionale e civile in Jugoslavia. I fatti che seguirono misero in evidenza come, anche in Europa, la guerra fosse ritornata ad essere strumento di politica di massacro della popolazione civile.

Ci furono manifestazioni per la pace nelle zone di conflitto, come quella per Sarajevo (1992) e Mir Sada (1993).  Nel frattempo, fu approvata dalla Camera dei Deputati (il 25/7/91) e dal Senato (il 17/1/92) la riforma della legge 772/72 per l’obiezione di coscienza al servizio militare.                                 

Una riforma fortemente voluta dai movimenti come la LOC  e dalla Campagna OSM, poiché aumentava le possibilità di obiezione di coscienza e menzionava, per la prima volta in una legge, il concetto di Difesa Popolare Nonviolenta (DPN).

Ma purtroppo la riforma fu bloccata dall’allora Presidente Cossiga. La Campagna OSM continuò comunque a battersi per raggiungere i propri obiettivi e anche dopo il calo delle adesioni orientò i suoi sforzi ad ottenere un'istituzionalizzazione della DPN e ad impegnarsi a livello d’iniziative di base, finanziando ricerche sulla DPN, seminari e corsi di formazione alla nonviolenza, l’apertura di un’ambasciata di pace a Pristina in Kossovo (1994!) al fine di prevenire uno scontro armato fra le parti e diverse altre iniziative.

1995/1997: Verso la Campagna OSM-DPN

L’evoluzione verso riconoscimenti istituzionali portò la Campagna ad essere impegnata non solo contro le spese militari ma anche per una difesa non armata. A livello istituzionale si fecero altri passi avanti: la risoluzione della Camera dei Deputati (19/12/95), che impegnava il governo ad emanare norme che consentissero ai giovani obiettori di partecipare a missioni umanitarie all’estero gestite da enti convenzionati o da organizzazioni non governative (i cosiddetti caschi bianchi), e la decisione del Senato (25/1/96) che impegnava il governo a stanziare 10 miliardi per agevolare e favorire gli interventi dei corpi civili di pace (nella ex-Jugoslavia) aventi finalità di costruzione della pace. Aperture molto significative da parte dello Stato, che però parallelamente si impegnava a dare un sempre maggior impulso al cosiddetto Nuovo modello di difesa: creazione di un esercito professionale ed aumento consistente nella spesa militare.

1998/2002: Osm fra aperture istituzionali e guerra

A livello istituzionale fu fatto un altro passo con l’approvazione nel 1998 della legge 230, che finanzia la partecipazione di obiettori di coscienza a missioni umanitarie fuori dal territorio nazionale e sancisce l’impegno ad avviare esperimenti di difesa popolare nonviolenta e di diplomazia popolare. 

Nel 1999, i due movimenti (MIR e MN) lasciarono la Campagna. Sempre nel 1999 anche il Servizio Civile Internazionale esce dai movimenti promotori, non avendo mai dato un effettivo contributo alla Campagna, mentre aderiscono invece in quegli anni altre due organizzazioni: i Beati Costruttori di Pace (1998) e l’Associazione Papa Giovanni XXIII (1999), entrambe impegnate nello sviluppo di missioni di pace anche in zone di conflitto.

 La Campagna punta  su una adesione a progetti in corso (gestiti da GAVCI, Berretti Bianchi, ed altri …). In tale direzione si è attivata per la costituzione della Rete Caschi Bianchi (network nazionale organizzato da Enti convenzionati di servizio civile e associazioni pacifiste allo scopo di costituire un corpo civile di pace composto da obiettori) e favorendo la costituzione dei Berretti Bianchi che nascono con l'idea di dare vita a un corpo civile di pace costituito dai movimenti di base e dalla società civile.

Nel 2001 infine con l'approvazione della Legge 64 è stato istituito il Servizio Civile Nazionale. Nel testo di legge, all'articolo 11, viene prevista la possibilità, per i singoli cittadini, di finanziare il Fondo Nazionale per il Servizio Civile indicando il tipo di intervento che si ritiene di voler finanziare. Da questa possibilità a quella di poter detrarre le cifre versate dalle tasse annuali nella dichiarazione dei redditi alla vera e propria opzione fiscale il passo potrebbe essere più breve. Nel 2001 assistiamo allo scontro della globalizzazione  e al dilagare del terrorismo internazionale e delle guerre preventive e per il controllo delle risorse.

La Campagna cerca quindi di rafforzare le possibilità offerte dagli spazi istituzionali e di affiancare a queste anche momenti di protesta contro l’aumento delle spese militari e la guerra. Nel 2002 a novembre indice a Roma indice una manifestazione per una finanziaria di pace,  per l’istituzione dei corsi di formazione per i corpi civili di pace e la riduzione delle spese militari.

2003/2004: Osm impegno DPN fra guerra  e terrorismo

La Campagna cerca di aprire spazi nelle istituzioni e finalmente si forma il Comitato per lo studio delle alternative di difesa alla difesa armata. Nel 2003 a dicembre indice a Roma la II manifestazione per una finanziaria di pace,  per l’istituzione dei corsi di formazione per i corpi civili di pace e la riduzione delle spese militari.