Quali sono gli scopi della Campagna?

Obiettivi della Campagna OSM-DPN

Le finalità della Campagna, nata nel 1982, si sono concretate dal 1985 sui quattro seguenti obiettivi:

1)      riforma della legge 772/72 tale da accettare l'obiezione a domanda degli obiettori di coscienza al servizio militare e prevedere la loro formazione e istruzione alla Difesa Popolare Nonviolenta (D.P.N.);

2)      una prima istituzione statale di D.P.N., come inizio di una difesa nazionale alternativa;

3)      opzione fiscale, in modo da instaurare la libertà di finanziare solo la difesa non armata.

4)      la riduzione delle spese militari in favore delle spese sociali e dei servizi al cittadino;

Attualmente  il primo obiettivo è stato raggiunto con l’approvazione della legge 230/1998 con sostanziale soddisfazione.

Così pure può essere considerato parzialmente raggiunto il secondo obiettivo: la prima istituzione statale di D.P.N. è stata individuata nell'Ufficio Nazionale del Servizio Civile (U.N.S.C.), nato con la legge 230/1998, alle dipendenze dirette della Presidenza del Consiglio dei Ministri, separato dal Ministero della Difesa, che ha un Comitato e in bilancio uno stanziamento specifico per la D.P.N. e uno per la formazione in materia degli obiettori in servizio civile.

Il terzo obiettivo non è stato ancora raggiunto e per questo occorre rivendicare quel concetto di libertà di difesa collettiva che sta alla base della Campagna OSM-DPN.

D'altra parte i 21 anni di lotta della Campagna hanno ottenuto obiettivi così importanti da presentare una situazione del tutto nuova rispetto al passato, quando c'erano solo tremila obiettori di coscienza l'anno e gli obiettori fiscali erano considerati degli ingenui utopisti. Ora l'Italia è il primo Paese del mondo che ha una legge che nomina la D.P.N., ha un ufficio statale specifico, ha un gran numero di obiettori al servizio di leva e se anche la leva verrà sospesa dal 2007 (legge 331/2001) resterà comunque un Servizio Civile Nazionale (legge 64/2001) sempre sotto la responsabilità dell'U.N.S.C. e finalizzato anche esso alla difesa collettiva senza armi, del paese. Inoltre è già iniziato un servizio civile femminile volontario e l'invio da parte dello Stato di obiettori in servizio civile in missioni di pace all'estero.

 

Per il quarto obiettivo siamo molto distanti ma occorre non perdersi d’animo e costruire un centro di ricerca/studi ed avviare il coordinamento delle associazioni che vogliono lavorare contro le spese militari per le alternative in campo sociale. Come esempi di lavoro per sensibilizzare si potrà far produrre al Parlamento un Libro Bianco per la Pace o noi  eventualmente un Libro Nero della Difesa.

 

 

Per questi motivi la Campagna OSM-DPN lancia la

 

CHIAMATA ALLA PACE

e invita tutti gli obiettori e le obiettrici alle spese militari a partecipare alle iniziative in atto in Italia per sviluppare la capacità di esprimere una D.P.N., come alternativa alla guerra e alle azioni belliche di oppressione dei popoli, attraverso una delle varie iniziative sorte finora.

Finalità della Campagna OSM-DPN

  • Il diritto all'obiezione alle spese militari resta sempre un punto fisso della lotta per un cambiamento delle modalità di difesa  della popolazione. La Campagna OSM-DPN da anni ha attorno a sé altre iniziative derivanti dai movimenti per la Pace, contro la globalizzazione liberista, per i diritti umani ecc., e opera con un atto concreto che attiva risorse a partire dal versamento volontario alla Campagna, all'U.N.S.C., alle O.N.G./O.N.L.U.S.) per finanziare iniziative per la pace e la nonviolenza.
  • Costruire la Pace dal basso. Sostenere iniziative dal basso nate per realizzare una diplomazia popolare e per missioni di pace di varie associazione (Berretti Bianchi, Beati i Costruttori di Pace, Caschi Bianchi della Caritas Italiana, C.E.F.A., Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Donne in Nero, Peace Brigades International, Time for Peace) che hanno già operato in esperienze molto significative, in particolare nel conflitto in Palestina (Time for Peace 1989 e 2001), durante la guerra in Iraq (Volontari nel Medio Oriente) e durante la guerra in Jugoslavia (500 a Sarajevo, MIR Sada, obiettori in missioni di pace anche senza copertura della legge, Ambasciata di Pace a Pristina). Destinare l'8 per mille alla D.P.N. attraverso l’indicazione della Chiesa Cattolica e della Chiesa Valdese. Oggi ci sono molte forme con le quali ci si può impegnare per contribuire alla nascita e alla crescita della difesa alternativa in Italia.

 

  • Diritto all’obiezione di coscienza al militare. La sospensione della leva militare, in quanto militare, era uno degli obiettivi del movimento degli obiettori. Non possiamo quindi considerare vittoria, nel senso da noi auspicato. La ristrutturazione del modello difensivo occidentale finalizzato al perpetuarsi del dominio dei paesi più ricchi su tutto il pianeta, ci costringe a lavorare perché la partecipazione alla difesa del paese non sia delegata definitivamente ai signori della guerra. Le armi e gli eserciti sono l’unica possibilità di difesa?  Si tratta di percorrere strade innovative. Da una parte bisogna lavorare all'iscrizione del diritto all'obiezione di coscienza nella nostra costituzione e in quella Europea. Con la sospensione della leva obbligatoria non possiamo permettere che scompaia questo irrinunciabile diritto. Dobbiamo aprire la strada al rifiuto delle armi per i futuri soldati professionali che volessero in futuro rifiutare la partecipazione ai sempre più prevedibili conflitti che vedranno la partecipazione di FF.AA italiane; dall'altra bisogna lavorare all'adozione di provvedimenti legislativi che prevedano l'adempimento costituzionale degli obblighi di difesa del paese all'interno del percorso formativo obbligatorio sulla Pace e la Difesa di ogni cittadino e cittadina, con un servizio nei campi d’intervento attualmente previsti dalle leggi 230/98 e 64/01.
  • Diritto alla difesa polare nonviolenta. Da anni conviviamo con guerre d'aggressione modello Irak, Afghanistan e Kossovo, con l’aumento indiscriminato delle spese militari, e la proliferazione nucleare. Il consenso a queste politiche è stato ottenuto con una operazione politico culturale di grande respiro, le operazioni di guerra sono diventate missioni umanitarie, i bombardamenti ai danni di strutture civili e popolazioni sono diventati una dolorosa necessità per ripristinare i diritti umani, le vittime civili sono diventate effetti collaterali, facilmente accettati dall'opinione pubblica attraverso la loro identificazione con il nemico, con coloro che possono mettere in pericolo la nostra sicurezza e il nostro benessere. Noi a questo gioco al massacro non ci stiamo, sappiamo che ci sono alternative che vanno applicate dallo Stato e ci sono ogni anno cittadini che lo chiedono.  La Corte Costituzionale  ha sancito con propria sentenza  (140/1985)  che ha pari dignità legislativa in Italia sia la difesa armata che la difesa non armata.