Tasse per la Pace non per la guerra

LA DISOBBEDIENZA CIVILE

L'adesione alla Campagna OSM-DPN non comporta necessariamente un atto di disobbedienza civile. Un atto di disobbedienza civile è quell'azione con la quale un/a cittadino/a viola coscientemente una legge dello Stato da lui/lei ritenuta ingiusta e accetta che gli/le venga applicata la sanzione o pena prevista per quella trasgressione in vista della costruzione di una nuova legislazione alternativa alla precedente.

E’ un atto di disobbedienza civile , ad esempio, detrarre parte delle tasse che si devono allo Stato a favore del Fondo per la pace della Campagna OSM-DPN e/o a favore della legge 64/01, e chiedere che tale versamento venga riconosciuto come tassa pagata.

 

Per una serie di restrizioni che il Ministero del Tesoro ha posto al contribuente solo chi è a debito (cioè deve pagare tasse allo Stato)  può disobbedire. Chi non deve soldi allo Stato può aderire ugualmente alla Campagna nelle varie forme descritte e darle forza e sviluppo, senza però attuare un atto di disobbedienza civile e senza conseguenze amministrative.

Sui soldi che si debbono allo Stato si sceglie liberamente una quota da non pagare, che poi  viene versata per  azioni per la pace. La restante parte si paga (es. devo allo Stato 250 Euro decido di versarne 50 in azioni di pace e pago allo Stato solo 200).

A questo punto, se la cifra obiettata è superiore a 16 €, sono nella posizione formale di avere contratto un debito nei confronti dello Stato. Contestualmente invio la  mia dichiarazione di obiezione al:

1.   Centro Servizi competente per territorio;

2.   Agenzia delle Entrate competente per territorio (che effettua gli accertamenti sulle

      dichiarazioni).

Avendo commesso un reato amministrativo lo Stato con i suoi funzionari  mi verrà a cercare e agirà nei miei confronti cercando di recuperare la somma sottratta e rendere il gesto penalizzato di spese;  nel frattempo però dovrà dialogare con il disobbediente per le motivazioni addotte.

Successivamente spedisco il Modello (730-740-Unico) tramite la Posta, dove gli impiegati, non dovendo rilasciare alcun visto di conformità, quasi sicuramente non effettueranno controlli di sorta sulle diverse voci della dichiarazione (mentre invece i CAAF e i Commercialisti sono obbligati al visto di conformità e quindi non trasmettono l’obiezione).

In seguito l'Agenzia delle Entrate invierà al contribuente una comunicazione, segnalando l’errore nella compilazione del Modello; quindi si avvierà l’iter dell'accertamento e del pignoramento (invio di cartella esattoriale, ecc.), se la cifra obiettata è superiore a 16 Euro..

 

Sanzioni (per chi sceglie la disobbedienza civile)

 

Solo gli obiettori che detraggono effettivamente dalle tasse quanto versato a favore del Fondo per la pace della Campagna OSM-DPN e/o a favore della legge 64/01, vanno incontro a conseguenze amministrative (non penali). Qualche tempo dopo l'obiezione, l'obiettore riceverà una cartella esattoriale che richiede il pagamento della somma obiettata più gli interessi maturati nel frattempo. In caso di mancato pagamento della cartella dopo circa sei mesi l'obiettore riceverà un avviso di mora e la somma da pagare che è stata ulteriormente maggiorata. Se anche in questo caso non viene pagato nemmeno l'avviso di mora entro il mese successivo tutti i giorni saranno buoni perché l'amministrazione finanziaria, proceda (con preavviso di 30 giorni) in via esecutiva, con il pignoramento dei beni dell’obiettore (es. fermo dell’auto, ecc.). In tutti questi passaggi la somma richiesta dallo Stato aumenterà di circa 4/5 volte.

 

Saranno pignorati beni per un valore anche superiore alla somma sottratta. Il pignoratore ha facoltà di scelta sugli oggetti da pignorare, salvo cose previste dal Codice civile. All'apertura dell'asta l'acquirente dei beni pignorati dovrà pagare una tassa di circa 130 Euro (si può evitare questa ulteriore tassa saldando il debito un momento prima dell’apertura ufficiale dell’asta). Normalmente il pignoramento (o, se si riesce a precostituirla, l'asta pubblica) è il momento più forte di sensibilizzazione per pubblicizzare l'obiezione e raccogliere solidarietà attorno ai nostri obiettivi.

 

1. COME POSSO OBIETTARE COL MODELLO CUD (ex 101) ?

L’unica possibilità in questo caso è di chiedere un rimborso (v. dopo). Va fatto entro 18 mesi dal versamento dell’imposta

 

2. COME POSSO OBIETTARE COL MODELLO 730?

Questo modello, indipendentemente dal fatto che sia presentato al datore di lavoro o a un CAF, deve essere obbligatoriamente firmato da un professionista, che attesta con la sua firma che il contenuto del modello è conforme alle norme di legge (in caso di falsa attestazione il commercialista rischia l’espulsione dall’Albo). Di conseguenza il commercialista non scriverà mai sulla dichiarazione che è stato fatto un versamento per la campagna OSM, né che si chiede la deduzione per un versamento a un ente (Fondo comune campagna OSM) che non è nell’elenco delle ONG o delle ONLUS.

Di conseguenza se si è a debito, non è possibile fare obiezione col modello 730, a meno che il contribuente non scelga di utilizzare il Modello Unico (è sempre possibile).

Questo è vero a maggior ragione se si pensa che nel caso del Modello 730 il datore di lavoro è sostituto d’imposta: perciò il contribuente non deve effettuare un versamento, i soldi sono trattenuti direttamente dalla busta paga. Però se si è a credito è sempre possibile chiedere il rimborso (v. dopo).

 

3. COME POSSO OBIETTARE COL MODELLO UNICO?

Anche quest’anno non è possibile indicare l’obiezione sulla dichiarazione dei redditi. Infatti, indipendentemente da chi compila la dichiarazione, la spedizione può avvenire per 2 canali:

ü      per via telematica (Modello Unico PC): in questo caso chi compila il modello deve solo riempire dei campi in un modulo prefissato e non può aggiungere scritte;

ü      mediante consegna alla Posta e in Banca : in questo caso il modello compilato rimane alla Posta o alla banca, e gli impiegati provvederanno a riempire un modulo coi dati della dichiarazione, anch’esso inviato per via telematica; qualora accettassero una dichiarazione con indicata una voce del tipo ‘Obiezione alle spese militari’ e provassero a inserirla nel modulo, il software di controllo del Centro Servizi segnalerebbe immediatamente la presenza di un errore che invaliderebbe la dichiarazione.

Si hanno i seguenti casi fiscali:

a)   Contribuente a debito

Per chi è a debito la strada per obiettare è dunque quella, dopo aver compilato una dichiarazione qualunque, di scegliere la cifra da obiettare e di fare un versamento per un importo pari alla differenza tra la cifra dovuta e quella obiettata.

Contestualmente occorrerà inviare la dichiarazione di obiezione al Centro Servizi competente per territorio.

Da notare che, se si vogliono attivare i meccanismi sanzionatori (cartella esattoriale, pignoramento…) occorre che la cifra obiettata sia superiore a 16 Euro. Iinfatti per legge attualmente lo Stato non salda i conti (a debito o a credito) se la cifra da recuperare è inferiore a 10,33 Euro,

tuttavia i Concessionari al di sotto dei 16 Euro non si muovono perché i costi sostenuti per il pignoramento  sarebbero superiori alle entrate.

 

b)    Contribuente a credito

Chi è a credito, dopo aver compilato una dichiarazione qualunque, deve contestualmente chiedere il rimborso della cifra obiettata (v. dopo).

 

c)    Versamento alla Campagna come ONG

Chi sceglie il Modello Unico può fare obiezione anche percorrendo questa strada, che è preclusa per chi utilizza altri modelli, per quanto detto sopra.

In questo caso occorrerà compilare da soli la dichiarazione cartacea (eventualmente con la consulenza di un commercialista, che però non firmerà alcunché), riportando nel rigo destinato ai versamenti alle ONG il versamento fatto al Fondo comune della Campagna.

 

N. B. Attualmente è più conveniente seguire questa strada che quella di fare un versamento al Fondo comune come ONLUS. Infatti i versamenti fatti a ONG sono oneri deducibili, cioè si deducono dal reddito, e quindi l’imposta non pagata corrisponde alla cifra versata al fondo comune moltiplicata per l’aliquota corrispondente alla propria fascia IRPEF (che varia dal 19 al 51%). Invece i versamenti fatti ad ONLUS sono oneri detraibili, che si detraggono cioè dall’imposta nella misura fissa del 19% della cifra versata.

 

Successivamente il contribuente dovrà consegnare il Modello alla Posta dove gli impiegati, non dovendo rilasciare alcun visto di conformità, quasi sicuramente non effettueranno controlli di sorta sulle diverse voci della dichiarazione. Contemporaneamente dovrà inviare la dichiarazione di obiezione all’Ufficio delle Entrate competente per territorio, che è l’ufficio che effettua gli accertamenti sulle dichiarazioni.

Se il contribuente è a debito l’Ufficio delle Entrate invierà al contribuente un avviso di accertamento, segnalando l’errore nella compilazione del Modello, quindi si avvierà l’iter del pignoramento (invio di cartella esattoriale, ecc.), ovviamente se la deduzione è superiore a 16 Euro.

Se il contribuente è a credito, l’Ufficio provvederà a bloccare il rimborso. Potrebbe anche sanzionare il contribuente per una richiesta di rimborso non dovuto;  se la cifra è bassa lascia   cadere la cosa.

 

4. COME POSSO CHIEDERE IL RIMBORSO? E COSA SUCCEDE?

Lo Stato non prende in considerazione richieste di rimborso inferiori a 10,33 Euro.

Qualunque sia il Modello utilizzato è sempre possibile, per chi è a credito, presentare un’istanza di rimborso. L’istanza va presentata al Dipartimento delle Entrate (ex Intendenza di Finanza, da non confondersi con l’Ufficio delle Entrate) entro 18 mesi dall’effettuazione del versamento.

Il Dipartimento deve rispondere entro 90 giorni, se non lo fa l’istanza si intende respinta.

 

In tal caso nei 60 giorni successivi è possibile fare ricorso alla Commissione Tributaria di I grado (il ricorso va inviato sia al Dipartimento che alla Commissione). Dopo un tempo variabile (attualmente) da 1 a 4 anni si viene convocati per discutere il ricorso. In teoria, se uno vince il ricorso (!) tutte le spese legate al processo (cioè quelle degli avvocati, in quanto non ci sono altre spese processuali) le deve pagare lo Stato; mentre se lo perde, le deve pagare lui. Di fatto però è prassi comune che ognuno paghi le sue spese.

 

Se il ricorso è respinto è possibile ricorrere alla Commissione Tributaria Regionale (ex Commissione Tributaria di II grado). Il discorso è analogo alla Commissione di I grado, salvo che i tempi sono più lunghi (la discussione avviene dopo altri 6-7 anni).