INCROCIARE I PERCORSI

 

In vista dell’Assemblea OSM/DPN 2007, abbiamo condiviso come obiettori e obiettrici alle spese militari collegati con l’Agenzia per la Pace, alcune valutazioni e una proposta:

 

Le nostre perplessità sulla Campagna attuale

Dopo un periodo più o meno prolungato di partecipazione e di osservazione, la nostra sensazione è che la Campagna OSM/DPN, così com'è:

 

1) non sia in grado di diventare un'iniziativa condivisa e fatta propria dal Movimento contro la guerra (così come invece era stato ipotizzato con le mozioni approvate dalle assemblee nazionali OSM 2004 e 2005, e nuovamente rilanciato con l'assemblea OSM 2006). Lo dimostrano con evidenza i contatti intercorsi con numerosi soggetti: tra gli altri Movimento Nonviolento, MIR, Tavola della Pace, Rete Italiana Disarmo, Donne in Nero, Enti locali per la Pace, Partito della Rifondazione Comunista, Mani Tese, Emergency, i Movimenti contro la guerra che si riuniscono annualmente a Firenze  ..., : nessuno tra questi ha accettato di entrare/rientrare tra i promotori della Campagna che oggi si trova in una condizione di stallo. Una condizione che non si vede come possa sbloccarsi

 

2) abbia difficoltà crescenti a ottenere adesioni convinte: anche chi continua a obiettare lo fa, sempre più spesso, in maniera ormai poco convinta e sempre più riconducibile a fattori particolari (nel caso di Sondrio e dell'Agenzia per la Pace, le 100 obiezioni sono pesantemente condizionate a pressanti inviti ad aderire) in attesa di una crescita complessiva della Campagna nazionale che appare sempre più improbabile (dopo alcuni anni di aumento, seppure lieve, il dato provvisorio 2006 parla addirittura di un leggero calo) 

 

3) non sia più in grado di perseguire con efficacia i suoi obiettivi politici (legge di opzione fiscale e Ministero per la Pace): gli stessi Movimenti promotori possono dare un contributo molto relativo, per debolezza strutturale (vedi LOC, LDU, Berretti Bianchi) o perchè la Campagna non è condivisa neppure al loro interno (vedi Associazione per la Pace, Pax Christi, Associazione Papa Giovanni); uno di loro (i Beati i Costruttori di Pace) ha più volte dichiarato - pur non formalizzandolo - di voler abbandonare la Campagna; i Movimenti aderenti lo sono spesso solo formalmente; i pochi gruppi locali attivi, esclusi Foggia e Sondrio, non possono contribuire alla gestione nazionale della Campagna; il Coordinamento Politico ha disponibilità ed energie personali inadeguate alla gestione e allo sviluppo dell'iniziativa.

 

Ciononostante, continuiamo a ritenere fondamentale un'iniziativa politica centrata sull'affermazione teorica e pratica di un modello di difesa nonviolento, alternativo a quello armato, militare. In questo senso riteniamo che l'esperienza, l'elaborazione, i contatti, le risorse attivate in 24 anni di Campagna OSM/DPN non debbano essere disperse ma debbano - al contrario - essere investite in un progetto nuovo, più condiviso e partecipato all'interno del Movimento contro la guerra.

Un progetto nuovo a cui vogliamo contribuire da subito con la proposta "incrociare i percorsi", assolutamente parziale e ampiamente modificabile, che rivolgiamo in primo luogo ai partecipanti all'Assemblea nazionale di Cattolica per una loro prima valutazione, nella prospettiva di aprirla poi all'esterno della Campagna con modalità da concordare.

 

 

 

Una proposta possibile: incrociare i percorsi

 

Dopo tre anni di confronto e di verifica con tante realtà dell’area nonviolenta (ma non solo) alle quali abbiamo proposto di riprendere in considerazione la Campagna OSM/DPN come iniziativa sulla quale convergere e investire con forza, pensiamo sia tempo di bilanci.

 

A noi pare che l’ampio giro di contatti per recuperare disponibilità nuove (o rinnovate) attorno alla Campagna OSM/DPN debba considerarsi chiuso con un esito magari non gradito (dal nostro punto di vista) ma non per questo meno reale: la Campagna OSM/DPN, fatte salve poche e apprezzatissime eccezioni, non suscita entusiasmi né interesse particolare e dunque non può diventare patrimonio dell’intero Movimento per la Pace, né di suoi pezzi significativamente rappresentativi. Dunque, l’obiettivo che ci eravamo proposti con l’assemblea 2004 e ribadito con le successive, deve intendersi non raggiunto.

 

A fronte di questa situazione ormai chiara, non condividiamo l’ipotesi di andare avanti comunque, con chi ci sta, e di concentrarci sull’obiettivo politico principale (la legge di opzione fiscale); un obiettivo che noi stessi riteniamo difficilmente raggiungibile, prima di fine legislatura, e tanto più in un quadro politico che appare sempre più difficile.

Crediamo invece ci si debba fermare fino a intercettare coloro che – con altri strumenti e con altre iniziative – stanno lavorando nella nostra medesima direzione, incrociando i rispettivi percorsi ed elaborando un progetto comune. Senza una base più ampia, infatti, siamo convinti che i nostri obiettivi politici non siano raggiungibili o che rischino di restare lettera morta, una volta recepiti sul piano giuridico, mancando i presupposti perchè dalla base si eserciti la pressione necessaria a ottenerne la piena attuazione (leggi Comitato DCNANV o, ancora prima, i riconoscimenti legislativi della DPN dentro la legge 230/98 e 64/2001) e l’avvio di un effettivo ripensamento del modello di difesa.   

 

Cosa proponiamo?

La costruzione di una Campagna nuova, effettivamente condivisa tra diversi soggetti e in primo luogo tra noi e chi sta lavorando sul progetto “corpi civili di pace” partendo dalla consapevolezza che la prospettiva politica è la stessa: uscire dalla guerra costruendo un’alternativa credibile, praticabile, nell’ambito della Difesa Popolare Nonviolenta.

Un lavoro enorme, perchè oggi c’è una voragine che separa la DPN dalla difesa armata: un fortissimo handicap in termini culturali (le armi, la difesa armata, la guerra accompagnano da sempre la storia dell’uomo, mentre la difesa nonviolenta è pressochè sconosciuta), di mezzi disponibili (soldi, persone impegnate, strutture di supporto...) ma anche in termini di professionalità, di riconoscimento giuridico nazionale e internazionale, ecc.

Un lavoro enorme, in primo luogo, per ottenere che la DPN acquisisca pari dignità della difesa armata, partendo da un vero e proprio processo di alfabetizzazione, di avvicinamento alla nonviolenza, da sviluppare sul territorio, facendo lavoro di base.

 

Parallelamente, sarà però altrettanto essenziale lavorare sul piano istituzionale, costruendo una Campagna a termine (es.con scadenza fine legislatura) capace di ottenere un risultato tangibile (una legge) che, seppure parziale, sappia dare un segno tangibile, inequivocabile, di un percorso avviato. Un “primo mattone” su cui basare i passi successivi, acquisendo la necessaria spinta e convinzione per procedere lungo un percorso inevitabilmente lungo e articolato.

 

Considerato che oggi la prospettiva dei Corpi Civili di Pace vede impegnati più soggetti (l’IPRI/rete CCP, Rete Disarmo, l’Operazione Colomba, l’ISSPACE, la stessa Tavola della Pace…) e che c’è un’apertura di disponibilità a livello governativo (leggi programma di governo, Sentinelli, ordine del giorno approvato a ottobre, incontro di inizio febbraio…), perchè non aggregarci su questo obiettivo, trasformando la Campagna OSM/DPN da “obiezione” (recependo così le contestazioni di MIR e MN che considerano improprio parlare di obiezione di coscienza, non puntando sulla “disobbedienza civile”) in peace tax/tassa volontaria per la pace, come accade all’estero?

 

E la Campagna OSM/DPN? E l’opzione fiscale?

Come dicevamo, è ormai chiaro che la nostra Campagna non “attragga”. Se il problema (come ci è stato detto anche espressamente) è che la si ritenga uno strumento “spuntato”, inefficace, ecco allora che – a nostro parere – sarebbe il caso di farne apprezzare l’utilità offrendo alla nuova Campagna un contributo specifico:

-          sul piano finanziario, mettendo a disposizione l’OSM/DPN come strumento per raccogliere, annualmente, dal basso, le risorse economiche necessarie all’enorme lavoro da sviluppare (produzione materiale formativo e informativo, organizzazione iniziative nazionali ed altre decentrate sul territorio, contatti coi parlamentari, elaborazione e gestione di progetti pilota...). Su questo punto non ci addentriamo ma delegheremmo semplicemente chi si occupa istituzionalmente di Corpi Civili di Pace (e in primo luogo l’IPRI/rete CCP) alla definizione di un progetto operativo annuale, chiaro e serio, da proporre ai futuri obiettori alle spese militari. In questo modo verrebbe totalmente superata l’attuale prassi di destinazione dei fondi ad una molteplicità di soggetti (e tra questi l’Agenzia per la Pace) che certamente ha avuto una sua logica ma che può avere validità solo transitoriamente, in attesa cioè di convergere su un’indicazione più appropriata e convincente: un progetto DPN di rilevanza nazionale;   

-          sul piano istituzionale, offrendo alla nuova Campagna i contatti e le disponibilità dei parlamentari coinvolti sulla proposta di legge di opzione fiscale e sul Ministero per la Pace, oltre alle elaborazioni tradotte nei precedenti progetti di legge. Come Campagna OSM/DPN crediamo sarebbe legittimo chiedere alla nuova Campagna di recepire le nostre proposte istituzionali inserendole in un progetto più articolato, comprendente i Corpi Civili di Pace, il diritto all’aspettativa, l’ISSPACE ecc. Un solo progetto di legge, per non disperdere le disponibilità e l’impegno dei parlamentari in mille rivoli (tutti rispettabili ma causa di dispersione di forze sia all’interno del movimento che a livello di lavoro parlamentare), nella prospettiva che “qualcosa” riesca davvero a passare, fin da questa legislatura;

-          sul piano delle realtà coinvolte, offrendo alla nuova Campagna 1200 persone (gli osm) prevedibilmente disponibili a continuare a obiettare inquadrando la loro azione in una nuova prospettiva e rilanciandone (possibilmente) le motivazioni. Allo stesso modo, alla nuova Campagna potremmo offrire i gruppi locali attivi, i contatti maturati nel tempo, la possibilità di recuperare i vecchi obiettori (che, a nostro parere, spesso hanno smesso perchè ormai convinti che la Campagna OSM/DPN fosse ormai esaurita e/o incapace di ottenere i risultati desiderati).

 

Le nostre sono appena idee tratteggiate, ampiamente modificabili che, tuttavia, recepiscono due esigenze conclamate:

-          la tanto invocata unità d’azione su progetti condivisi, evidentemente auspicabile ma finora ferma a livello di auspici perchè ognuno chiede agli altri di aggregarsi alla propria iniziativa suscitando rigidità nell’interlocutore (“confluire” in una cosa già avviata e impostata da altri è meno attraente che partire insieme su un progetto nuovo; richiede magari di accantonare/ridimensionare i propri progetti; richiede risorse che un po’ ovunque scarseggiano e che ognuno concentra su ciò che ritiene prioritario…)

-          la possibilità di lavorare insieme su un progetto, solo se ci dividiamo i compiti recependo così perplessità come quelle esposte da Nanni Salio all’ultima Assemblea IPRI/reteCCP contestando la proposta di “spendersi” su altri terreni, Campagne, iniziative confinanti ma diverse dallo specifico statutario dell’IPRI/rete CCP. Dividersi i compiti non per un concetto utilitaristico del dare/avere ma perché si prende atto, fino in fondo, che ognuno di noi può dare un contributo diverso e prezioso ma che ognuno di noi, da solo, è anche troppo debole/parziale per ottenere risultati così difficili come quelli che ci proponiamo. Pertanto, servirà qualcuno che lavora sulla progettazione (intervento ccp in un’area di crisi), qualcuno sulla formazione (alla nonviolenza, alla DPN, all’intervento nonviolento…), qualcuno che cura l’aspetto istituzionale (contatti coi parlamentari, progetti di legge…), qualcuno che si occupa di assicurare le risorse economiche (mediante l’OSM/peace tax ma non solo…), qualcuno che cura la rete territoriale (rapporti con i gruppi attivi), ecc.

 

 


Lorenzo Scaramellini (Chiavenna – SO)

Anna Cerfoglia (Chiavenna – SO)

Alessandra Fistolera (Delebio – SO)

Giannina Mazzoni (Talamona – SO)

Giulio Fortunio (Bresso – MI)

Flavia Rossi (Bresso – MI)

Milena Valli (Sondrio)

Simone Del Curto (Sondrio)

Gigi Fioravanti (Delebio – SO)

Don Andrea Della Monica (Albosaggia – SO)

Maurizio Airoldi (Milano)

Morena Ghilardi (Ponte Valtellina – SO)

Sofia Del Curto (Sondrio)

Sandro Bianchi (Tremezzo – CO)

Valerio Putignano (Chiavenna – SO)

Piera Mazzoni (Morbegno – SO)

Marisa Cioce (Sondrio)

Renzo Paggi (Prata Camportaccio – SO)

Marianna Gugiatti (Sondrio)

 


 

 

Chi condivide le nostre valutazioni e il senso complessivo della nostra proposta è invitato ad aggiungere il proprio nome, qui di seguito:

 


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