Bologna 11 novembre 2006

 

Per una iniziativa comune sul disarmo nucleare

 

sulla base dell'appello "FERMIAMO CHI SCHERZA COL FUOCO ATOMICO"

 

e delle risultanze dell'incontro di Milano 17 settembre 2006

 

presso la Saletta del Sindacato Ferrovieri C/O Stazione Ferroviaria di Bologna

 

(la saletta si trova : uscendo dalla stazione a sinistra - costeggiando il lato sinistro per circa 100 metri - si entra nel portone dove c'e' una sbarra e il parcheggio delle bici della stazione -  si prosegue e ci si ferma subito dopo il Comando dei Carabinieri)

 

 

dalle 10.30 alle 18.00

 

All ordine dei giorno:

- la sensibilizzazione della popolazione sui pericoli attuali di un conflitto atomico

- la dissociazione dalla "condivisione nucleare" in ambito NATO

- la denuclearizzazione del Mediterraneo allargato

- le scadenze e le iniziative sulle quali convergere

- la definizione di una forma organizzativa per mettere insieme le forze

 

Sono invitati:

 

i gruppi e le associazioni impegnati sui temi del disarmo nucleare

 

le associazioni impegnate sui temi della pace e della nonviolenza

 

singoli esponenti di buona volonta' della società civile

 

Info:

 

Campagna di obiezione di coscienza alle spese militari per la Difesa popolare nonviolenta

tel. 02-5810.5815

 

Gruppo di lavoro NO ALLA GUERRA NUCLEARE  (cell. 349-5211837)

 

Nel file allegato:

 

- un resoconto delle risultanze del 17 settembre

- un contributo da Firenze

 

Resoconto della riunione del 17 settembre 2006 “PER UNA NUOVA CAMPAGNA SUL DISARMO ATOMICO”: I RISULTATI

 

Casa per la pace Provincia di Milano, via Ulisse Dini, 7 – Milano

 

Da parte di Alfonso Navarra – segreteria LDU   cell. 349-5211837

 

Per arrivare ad un “verbale condiviso” della riunione in oggetto  sono stati diffusi subito via internet dei testi. Hanno risposto nel merito Giovanni Ciavarella (MIR) e Maria Carla Biavati (Berretti Bianchi).

Successivamente si e’ anche accesa, a latere, una agitata discussione che, da una parte, ha visto la – speriamo temporanea - presa di distanza dal percorso fino ad allora comune di alcune forze associative, dall’altra ha portato alla definizione di alcuni impegni e scadenze.

 

La riunione di Milano del 17 settembre 06 e’ stata il risultato di un lavoro che è partito dall’appello dei sagg* sul disarmo nucleare e doveva essere un punto di partenza per la definizione del percorso da fare insieme per la condivisione di obiettivi comuni e di una forma organizzativa per lanciare una campagna sul disarmo atomico.

 

La riunione ha visto la partecipazione di circa 40 persone ( le quali erano in rappresentanza o inserite in  27 associazioni). Molte persone avevano mandato la propria adesione e non hanno potuto partecipare fisicamente e gli organizzatori della riunione avevano già raccolto circa 500 firme sull’appello “FERMIAMO CHI SCHERZA COL FUOCO ATOMICO” che aveva bisogno di  una continuità ed  un  percorso organizzato.

 

L’assemblea, dopo aver concordato sugli obiettivi, si è conclusa con un voto su due proposte di “coordinamento”, un gruppo di contatto ristretto ed uno allargato. La maggioranza dei presenti al voto ha scelto sperimentalmente la soluzione allargata (11 si, 5 no, 5 astenuti, secondo il conteggio effettuato da Ciavarella).

 

In attesa che venga elaborato e diffuso, da parte di Aliprandini, sulla base del materiale ricevuto, della registrazione televisiva effettuata e dei colloqui intercorsi, un resoconto dettagliato dell’incontro, e’ opportuno, per ragioni di chiarezza e di informazione, e di facilitazione del lavoro organizzativo da svolgere insieme, mettere da subito in circolazione una sintesi dei suoi risultati, che viene qui di seguito presentata.

 

 

SINTESI DELLE DECISIONI DEL 17 SETTEMBRE

 

 

Le associazioni presenti il 17 settembre all’incontro convocato, sulla base dell’appello “FERMIAMO CHI SCHERZA COL FUOCO ATOMICO” (sotto riportato),  per discutere il lancio di una nuova campagna disarmista  su basi di nonviolenza attiva (non rivolta solo a coloro che si dichiarano nonviolenti, bensì a tutta la popolazione):

 

-         preso atto che esiste un consenso unanime e convinto sugli obiettivi indicati nell’appello “FERMIAMO CHI SCHERZA COL FUOCO ATOMICO”: ed in particolare sulla necessità di sensibilizzare la popolazione sul rischio atomico ed ottenere la liberazione del territorio italiano (ed europeo) dalla presenza di ogni tipo di ordigno nucleare  dissociando l’Italia dalla “condivisione nucleare”;

-         consapevoli che esiste l’accordo, oltre che sul cosa ottenere dalla campagna come suo risultato pratico, anche sul cosa fare nell’immediato (supportare le iniziative in corso, prendere contatti internazionali, coinvolgere nuove forze -  in prima battuta piccole associazioni e realta’ di base operanti sul territorio, costruire appoggio popolare alla mozione Martone come sbocco istituzionale)

-         hanno deciso quanto segue sul coordinamento iniziale che deve facilitare la messa in comune di energie e risorse, con uno spirito di apertura e di ricerca attiva del coinvolgimento di nuove realta’ associative, sia di quelle che godono di un grande radicamento di massa, sia di tutti i gruppi di base territoriali.

 

Il coordinamento/ rete per il disarmo atomico, che si riunirà in forma plenaria il 5 novembre pv, a Bologna (data da verificare e confermare),  e’ facilitato, nella sua attività, da un gruppo di servizio e di propulsione, detto “GRUPPO DI CONTATTO”, formato da sette referenti organizzativi, ma ulteriormente allargabile, costituitosi dopo verifica della disponibilita’ a sostenere e portare avanti l’incarico;

 

1-      CAMPAGNA OSM-DPN –  sede fisica, recapito telefonico e comunicazioni, messa a disposizione del sito per informazioni campagna, contatti stampa, coordinamento movimenti nonviolenti secondo le indicazioni dell’incontro di Pisa dell’8 settembre 2006: funzionalizzazione obiezione spese militari, coinvolgimento rete della DPN di base;

2-      Loc-Ldu – contatti e coinvolgimento grandi realta’ associative (con eventuale stesura di un nuovo documento di supporto all’appello “FERMIAMO CHI SCHERZA COL FUOCO ATOMICO”), contatti istituzionali;

3-    ASSOCIAZIONE BUENAONDA  - coordinamento produzione e diffusione materiale audio-video;

4-      BERRETTI BIANCHI – coordinamento iniziative internazionali con particolare riferimento agli interventi nonviolenti su Palestina, Israele e Iran;

5-      MIR – coordinamento iniziative per pronunciamento Chiese sul “peccato” della minaccia e preparazione dello sterminio atomico;

6-      GAVCI – censimento e coordinamento attività gruppi locali contro basi, porti, infrastrutture nucleari USA e NATO a partire dall’occasione costituita dal convegno del 14 ottobre di Bologna;

7-      NO ALLA GUERRA NUCLEARE (gruppo di lavoro ex sagge-i): promozione adesioni appello “FERMIAMO CHI SCHERZA COL FUOCO ATOMICO”, produzione di materiale di documentazione e di contributi propositivi, coinvolgimento di scienziati ed esperti, organizzazione delle disponibilita’ offerte a livello personale per darsi da fare in favore della campagna.

 

(Nota bene: le disponibilità sopra manifestate a prendersi responsabilità nel GRUPPO DI CONTATTO non sono quelle proposte in sede assembleare il 17 settembre ma si sono dichiarate e perfezionate  successivamente, con colloqui telefonici ed incontri faccia a faccia.

Il MIR – se non abbiamo capito male - al momento focalizza il suo impegno esclusivamente sul lavoro di coinvolgimento delle forze religiose e non partecipa al coordinamento complessivo).

 

Le associazioni ed i gruppi sono invitati a raccordarsi con i referenti per contribuire a portare avanti questa fase iniziale del lavoro comune, che è l’avvio di una iniziativa unitaria e della messa insieme di risorse, scadenze e strumenti.

La “campagna”  in senso proprio verrà definita e lanciata, se possibile, con l’incontro di novembre.

 

Ad uso dei siti internet e’ stato predisposto il seguente “comunicato stampa”, che dà un resoconto sintetico dei risultati della riunione (utile per i gruppi che se ne sono andati prima della votazione e, a maggior ragione, per i gruppi aderenti all’appello non presenti):

 

Comunicato stampa – Milano 18 settembre 2006

UNA NUOVA INIZIATIVA UNITARIA SUL DISARMO ATOMICO

Parte da Milano il 17 settembre 2006 (l’incontro si è tenuto alla Casa per la Pace della Provincia)

Si è tenuta il 17 settembre a Milano, presso la casa per la Pace della Provincia (via Ulisse Dini, 7), la riunione delle associazioni convocate per discutere il lancio di una nuova campagna per il disarmo atomico su basi di nonviolenza attiva, che prende le mosse da un appello il cui primo firmatario è Padre Alex Zanotelli.

La riunione ha registrato un consenso unanime e convinto sugli obiettivi indicati nell’appello “FERMIAMO CHI SCHERZA COL FUOCO ATOMICO” (circa 1.000 firme): sensibilizzare la popolazione sul rischio guerra nucleare ed ottenere la liberazione del territorio italiano (ed europeo) dalla presenza di ogni tipo di ordigno nucleare dissociando l’Italia dalla “condivisione nucleare” stabilita dalla NATO.

Si è altresì concordato sul cosa fare nell’immediato: supportare le iniziative antinucleari in corso, prendere contatti internazionali, coinvolgere nuove forze, costruire appoggio popolare alle iniziative istituzionali (ad es. mozione Martone al Senato) che recepiscono i contenuti del movimento.

Si sono anche discusse e decise le modalità di un coordinamento iniziale di lavoro che deve facilitare la messa in comune di energie e di risorse, con uno spirito di apertura e di ricerca attiva nel coinvolgimento di nuove realtà associative.

Partita l’iniziativa antinucleare comune, la “campagna” in senso proprio ed effettivo verrà definita e lanciata con un nuovo incontro previsto nel mese di novembre.

L'elenco che segue comprende sia le associazioni che hanno partecipato alla riunione, sia le associazioni che, pur non partecipando, hanno aderito all'appello:

Campagna OSM-DPN, Greenpeace, Ldu, Loc, Berretti Bianchi, Comitato Solidarietà al nonviolento Turi Vaccaro, Mir, Fucina della nonviolenza, Movimento Nonviolento, Centro studi difesa civile, Rete per il Disarmo,  Pax Christi, Assopace, Gavci, Centro Gandhi Pisa, No alla guerra nucleare, Bastaguerra, Kronos Pro Natura, Cooperativa Studio 3R, Partito Umanista, Associazione Chico Mendes, Tavola Pace e della Cooperazione di Pontedera, Tavola della Pace Friuli Venezia Giulia, Tenda della Pace Bellusco, Coordinamento Nord-Sud, Centro Studi Sereno Regis, Associazione culturale Punto Rosso, Ordine Francescano Secolare, Rivista “Il Provinciale”, Rivista “Poliscritture”, Associazione Umanista Mondo senza Guerre, Conferenza Istituti Missionari in Italia, Associazione Nuova Realtà, Associazione Culturale Mediterranea, Reporter Associati, Comitato Pace e Disarmo Napoli, Centro Siciliano di documentazione Peppino Impastato, Guerre e Pace, Comitato Sardo Gettiamo le Basi, Mediterraneoforpeace,  Comitato Fermiamo la Guerra di Firenze, US citizens for peace and justice, Rivista Guerre e Pace, Cuca 2000 di Aviano, Aiutiamoli a Vivere di Pescara

Info: Campagna di obiezione di coscienza alle spese militari per la Difesa popolare nonviolenta

Tel. 02-58101226   ( Nota bene: tale elenco non include le associazioni che si sono distanziate dal percorso individuato il 17 settembre e hanno dichiarato perplessità sullo stesso appello: Beati i costruttori di pace, Comitato Via le bombe. La RID sta costituendo un suo gruppo di lavoro sul disarmo atomico con la partecipazione della Campagna OSM-DPN)

….FERMIAMO CHI SCHERZA COL FUOCO ATOMICO…

METTIAMOCI INSIEME PER IL DISARMO !

 

Una grave emergenza chiama a raccolta tutte le associazioni, i movimenti, le persone che da tanti anni lavorano per il ripudio della guerra, per la nonviolenza e per la pace.

La crisi USA-Iran, alimentata anche dalla gravissima escalation di violenze ed azioni belliche  in Palestina, in Libano-Israele, ed in tutto il Medio Oriente, non fa che aggravarsi. Essa è un elemento chiave nella strategia americana di controllo sull’ area strategica della “cintura del petrolio”. La possibilità di una guerra atomica torna prepotentemente alla ribalta con le accuse statunitensi a Teheran di fomentare il terrorismo e di perseguire l’arricchimento dell’uranio per fini bellici. L’uso della "Bomba" per “disarmare l’Iran” è ufficialmente pianificato e rivendicato come lecito e possibile da parte dell’Amministrazione Bush. Questa minaccia non fa che alimentare ulteriormente il terrorismo.

La proliferazione nucleare ha rotto gli argini ed è entrata in una nuova pericolosissima fase: i test missilistici nordcoreani ne sono una manifestazione. Anche gli ostacoli frapposti  al controllo democratico, - in alcuni Paesi dittatoriali del tutto impossibile-  costituiscono un fattore aggiuntivo di allarme.

Ciò nonostante, la percezione del rischio che stiamo correndo è ancora assai limitata, se non inesistente, nell’opinione pubblica.

Non riconosciamo alcun "diritto" al regime teocratico degli Ajatollah, tanto più dopo le sue esagitate minacce contro il “regime sionista”, di dotarsi della "Bomba", approdo della Tecnologia Nucleare;  ma nemmeno alle potenze nucleari di ergersi a giudici degli altri Stati. Stati Uniti, Russia, Francia, Gran Bretagna, Cina (cui si sono aggiunte India e Pakistan  e - non ufficialmente - Israele e Corea del Nord) non hanno rispettato gli impegni per il disarmo totale sottoscritti già quasi quarant’anni fa con il Trattato di Non Proliferazione (NPT) .

Le armi di distruzione di massa  sono immorali  in quanto armi di distruzione indiscriminata; le armi atomiche lo sono in modo assoluto in quanto il loro impiego minaccia di distruggere in poche ore ogni vestigia di civiltà, e forse anche ogni forma di vita, spezzando l’equilibrio che la Natura ha sviluppato in miliardi di anni sul pianeta.

La Corte Internazionale dell’Aja si e’ espressa dichiarando che l’uso e la minaccia delle armi nucleari sono contrari al diritto internazionale. Anche l’Italia ha la sua fetta di responsabilità, ospitando, in palese violazione della Costituzione e dei suoi impegni di paese non-nucleare, tra Aviano (PN) e Ghedi (BS) una novantina di atomiche, e in 11 porti sommergibili a propulsione nucleare, dotati ciascuno di missili con testate nucleari di potenza distruttiva complessiva migliaia di volte superiori alle bombe di Hiroshima e Nagasaki.

Politici e militari, sperperando enormi risorse mentre miseria e morte per fame aumentano ovunque, pretendono di decidere da soli nel campo dei problemi atomici, vanificando la democrazia, tenendo la popolazione ostaggio delle loro scelte.

La politica, la societa’, le religioni, la cultura, la scienza, si trovano davanti ad una scelta di vita o di morte.

Oggi le armi nucleari hanno perduto il ruolo di deterrente, ma sono concepite per venire usate. I veri rischi provengono dagli Stati nucleari che non intendono disarmare, e dalla disponibilità di materiale fissile.

La perversa "razionalita'" della brama di potere, della prevaricazione e della forza armata, degenerata nella follia e nell'insensatezza assolute, ha espresso la regola della competizione atomica: CHI SPARA PER PRIMO VINCE (se riesce ad impedire la reazione del "nemico").

La preparazione e la minaccia dello sterminio atomico dimostrano dove portano l'idea e la pratica della guerra, che è un male incontenibile, scatenante il massimo possibile di violenza e distruzione.

Ci troviamo davanti ad un passaggio storico che può essere drammatico per l’umanità. Ma può anche essere il momento in cui i popoli dell’intero pianeta reagiscono alla rassegnazione, chiedendo il rispetto della legalità internazionale ed esigendo di essere trattati come cittadini e non come ostaggio o bersaglio delle partite a Risiko planetario tra i signori della guerra.

Non possiamo delegare, come ci impone la NATO, la “Suprema garanzia di Sicurezza” alla deterrenza nucleare. Difesa e sicurezza possono fondarsi sull’unità popolare che interviene nei conflitti con l’azione nonviolenta ed i Corpi Civili di Pace.

Noi, gruppo di nonviolente/i, senza presunzione ma con convinzione, chiediamo a tutte e tutti di fare proprio questo appello, di promuoverlo, di diffonderlo, di persuadere gli indecisi.

Ci rivolgiamo all’intera società, al mondo della cultura, della politica, della religione, del lavoro, della scienza, a tutti e ad ognuno:

·                 per l’immediata applicazione del Trattato di non proliferazione, a partire dall’Italia e dall’Europa;

·                 per contestare la presenza delle atomiche USA nelle basi militari e nei porti italiani;

·                 per contrapporre al concetto strategico della NATO la trasformazione degli armamenti da offensivi a strettamente difensivi  in direzione della Difesa Civile non armata e Nonviolenta;

·                 per l’obiezione di coscienza dei tanti, troppi, scienziati coinvolti nelle ricerche militari affinché, insieme alle organizzazioni del lavoratori, realizzino la riconversione dell’industria bellica

·                 perché i rappresentanti di tutte le religioni dichiarino la guerra atomica Tabù e Peccato, un crimine contro l’umanità come tale assolutamente non giustificabile.

Il disarmo nucleare completo, come previsto anch’esso dal Trattato di non proliferazione, deve essere il primo passo per il disarmo totale.

 

"NO ALLA GUERRA NUCLEARE" - insieme per il disarmo

 

Per adesioni   Alex Zanotelli       Alfonso Navarra   CELL. 349-5211837     email alfonsonavarra@virgilio.it

 

 

PROPOSTE PER ORGANIZZARE UNA CAMPAGNA SUL DISARMO ATOMICO

 

I fatti di cronaca internazionale paiono dare sempre più motivi per la campagna contro il disarmo atomico uscita dall'appello "FERMIAMO CHI SCHERZA COL FUOCO ATOMICO".
A fronte dei continui richiami, sui media, alle vicende che vedono coinvolta la Corea del Nord è indispensabile che la campagna si orienti a far sapere che anche il nostro paese è coinvolto in prima persona nella proliferazione atomica.
Un primo passo indispensabile e non più rinviabile deve essere quello di informare i cittadini della presenza di 90 bombe sul territorio nazionale in via continuativa, oltre alla presenza di sottomarini nucleari armati, con decine di missili atomici, anche con testate multiple, in 11 porti del nostro paese.
In un secondo tempo, ma anche come metodo di comunicazione, sarà opportuno organizzare nei vari territori azioni dirette a denunciare la presenza di ordigni atomici e a chiederne la demolizione.
Come primi passi organizzativi per ottenere questi risultati abbiamo pesato che sarebbe opportuno:

·        organizzare un sito internet dove dare informazioni sulla situazione del nucleare in Italia e nel mondo e ottenere adesioni all'appello “fermiamo chi scherza col fuoco atomico”

·        organizzare una newsletter sull'argomento

·        creare un lista di costruzione e discussione dedicata alla campagna

·        cercare occasioni di coinvolgimento diretto per chi voglia aderire alla campagna, per esempio ripensare l'utilizzo dell'obiezione fiscale, legandola anche al tema atomico

·        trovare strumenti che possano coinvolgere anche soggetti non adatti alla obiezione fiscale, come studenti, disoccupati, soprattutto giovani

·        produrre materiale informativo elaborando l'ampio materiale che le varie organizzazioni e gruppi hanno a disposizione in tutta Italia

·        creare un kit, adatto ad una informazione veloce, ma efficace, da poter utilizzare a livello nazionale per le iniziative che saranno prodotte

·        produrre materiale che rimandi al tema delle armi nucleari e ne tenga viva l'attenzione: pensiamo alla produzione di un logo specifico, l'uso di adesivi, magliette, borse, oggetti con il logo stesso e altre immagini o frasi idonee

·        studiare le aziende che sono legate alla produzione di armi nucleare e preparare azioni dirette nei confronti delle stesse, boicottaggi mirati e ben pubblicizzati

·        creare occasioni pubbliche di azioni o manifestazioni a livello locale, nazionale, che siano ben coordinate tra loro

·        in tutte queste occasioni avere sempre presente, come soggetto cui rivolgersi, la/il cittadina/o che è tenuto sistematicamente all'oscuro della situazione degli armamenti del proprio paese; questa campagna deve essere anche un esercizio di democrazia attiva. Il successo di questa campagna non può prescindere da questo elemento: il rivolgersi solo al mondo politico non può che essere una frustrante collezione di delusioni

In questa campagna crediamo sia superfluo richiamare tutte le risorse creative e di fantasia che vivono abbondantemente tra coloro che cercano pace e disarmo: più che una campagna sistematica e professionale, ci piace immaginare un fluire, tra tutti, di idee, immagini, parole, emozioni: la creazione di un mondo diverso nel momento in cui smontiamo l'incubo del presente

A Firenze, in occasione del 4 novembre, festa nazionale da sempre legata all'esercito, stiamo pensando ad una festa delle “forze disarmate”. Un'alternativa al grigiore della retorica burocratica e istituzionale. Una serie di iniziative sparse nella città del tipo:

·        distribuzione di una lettera ai militari nei pressi delle caserme

·        proiezioni in luoghi pubblici di immagini o spot che riguardino il disarmo, in particolare quello atomico

·        organizzare presenza di donne/uomini sandwich, in luoghi adatti, con messaggi semplici e chiari

·        preparare striscioni da porre in luoghi adatti, palloncini con scritte adatte

·        c'è la proposta di mascherarsi da “funghi”, portando il chiari messaggio: i soli funghi che vogliamo sono i porcini, prataioli, ovoli, pennenciole... no ai funghi atomici

Sentiamo forte la necessità di fare, del disarmo atomico, il primo passo verso un disarmo totale, l'abolizione di tutti gli eserciti, per un mondo in cui donne e uomini non debbano mai più temere un loro simile.

NO ALLA GUERRA NUCLEARE DI FIRENZE

Donne in Nero
Movimento Umanista
Gruppo “via le bombe” da Aviano/Comitato fermiamo la guerra (Firenze)
Fucina per la Nonviolenza